HomeRiflessioni sprecateLa fine del mondo è solo l'inizio

La fine del mondo è solo l’inizio

Ovvero, preparativi in vista dell’arrivo dell’Apocalisse atomica.

Interrompiamo le trasmissioni per trasmettere un importante annuncio: il mondo sta per finire a causa di un conflitto nucleare (o a causa del surriscaldamento globale, decidete voi). Innanzitutto, ci tengo a precisare che a differenza di tutte le altre crisi belliche tra Russia e Stati Uniti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, questa volta la minaccia atomica è reale perché sta accadendo ora e non nel passato.

Infatti, il Doomsday Clock degli scienziati Atomici dell’Università di Chicago non è mai stato così vicino all’ora zero come in questo momento: mancano in effetti solo 100 secondi alla fine del mondo (esattamente come nel 2021 e nel 2020, quindi non è cambiato niente, ma solo perché gli scienziati nucleari leggono esclusivamente le pagine sportive dei giornali).

Visto che, come sanno tutti i teenager maschi che provano a fare sesso senza venire istantaneamente, 100 secondi possono essere un tempo infinitamente lungo, in questa sede mi voglio concentrare sugli aspetti positivi del tanto atteso Giorno del Giudizio o dell’Apocalisse che dir si voglia.

Moriranno anche tutti i nostri nemici.

Avete presente il tizio che vi ha rubato la fidanzatina in terza elementare, il vostro capoufficio, il tanto odiato leader di quel partito politico? Ecco, moriranno anche loro abbrustoliti dalle radiazioni atomiche o dalle temperature tipo forno microonde che si creeranno in Italia a causa della riapertura delle centrali a carbone. Mai come in questo caso si può dire che la vendetta è un piatto che va servito caldo.

Scopriremo finalmente non solo se Dio esiste ma, soprattutto, quale Dio esiste.

Ogni religione ha le sue credenze che spiegano nei minimi dettagli cosa accadrà alla fine del mondo, quali saranno i premi in denaro per i fortunati possessori della religione vincitrice e quali le punizioni per aver scelto il culto sbagliato. È finalmente arrivato il momento di vedere chi aveva ragione. Sarà un po’ come guardare il festival di Sanremo in TV: dopo una vita intera di noia mortale, avremo il brivido adrenalinico di scoprire se hanno vinto i due miliardi di cristiani, il miliardo e mezzo di musulmani, il miliardo di induisti, i 375 milioni di buddisti o i quattro gatti di Scientology. Poi ci renderemo conto che alla fine la vittoria non cambia niente né a noi né a loro, visto che tanto saremo tutti morti lo stesso. Esattamente come alla fine di Sanremo.

La fine del mondo non sarà la fine del mondo

Il mondo (si veda la voce Terra su Wikipedia) continuerà a esistere esattamente come prima, a scomparire saranno semplicemente la maggior parte degli essere viventi, che creeranno altri esseri viventi, da cui si creeranno gli esseri viventi che faranno finire nuovamente il mondo, che non finirà davvero, perché il nostro pianeta continuerà a esistere. E via dicendo.

Finirà la specie umana

Parliamoci chiaro: la razza umana di cose fatte bene non ne ha combinate granché. Lungi dall’essere razzista, se tra tutte le razze esistenti è stata proprio quella che ha fatto finire il mondo (che comunque, per chi non l’avesse capito, continuerà ad esistere lo stesso), ci sono buone probabilità che per il bene di tutte le altre specie viventi dell’Universo, la fine del nostro mondo sia un lieto fine.

Non dovremo finire di pagare il mutuo

Ma neppure preparare l’esame di analisi I, fare l’esame di maturità, e neppure gli esami del sangue, perché tanto la prognosi è già stata scritta per noi. Non dovremo passare un minuto di più in fabbrica, in ufficio e neppure vedere la nostra squadra del cuore perdere puntualmente contro la Juventus (e i tifosi della Juventus non dovranno più vedere perdere regolarmente la finale di Champions League).

Che la festa cominci!

Per i 100 secondi che ci restano da vivere ci potremo finalmente dare alla pazza gioia. Ma, mi raccomando, non al sesso sfrenato, perché, a meno di non avere ancora 16 anni, finire con un coitus interruptus non è proprio il miglior modo per andarsene.

P.S. si ringrazia per l’immagine un film di Stanley Kubrick con un titolo che sembra un film di Lina Wertmuller e che finisce con un lieto fine atomico.

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Andrea Bacci
Andrea Bacci
Mi chiamo Andrea Bacci. Ho il nome di uno degli apostoli ma giuro che non sono parente. Sono uno dei registi più influenti del mio condominio, attualmente impegnato ad aggirare il prossimo film. Ho diretto commedie, drammi e documentari, e forse proprio per questo la mia vita è una tragicommedia.

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